Memoria e memorie nei racconti di Igiaba Scego

نوع المستند : المقالة الأصلية

المؤلف

جامعة بدر بالقاهرة

المستخلص

Il migrante, quando cambia la residenza in cui si vive, insieme ai cambiamenti sociali, si scontra con una vera e propria crisi personale. Ciò che i migranti incontrano è una nuova cultura che sentono diversa dalla propria vita personale dalla propria memoria. Momenti sociali e collettivi collegati al passato diventano poi particolarmente rilevanti. Per questo ricordare è una delle pratiche più diffuse nella letteratura postcoloniale. Il migrante sente la necessità di rivivere il passato per ricordarsi i piacevoli momenti trascorsi nella propria patria, ma anche di rievocare quelli dolorosi, come abusi coloniali che hanno fortemente segnato la sua esistenza. A volte, la storia del passato viene raccontata da parte del migrante per superare un momento doloroso. Questo significa che ricordare per i migranti è una sorta di fuga dal presente.
Il presente saggio analizzerà la memoria e le memorie nei romanzi: La mia casa è dove sono e Rhoda di Igiaba Scego. Nella narrativa di Igiaba Scego seguiamo i destini di protagonisti che si snodano tra l’Africa e l’Europa. Dunque, Questi romanzi danno una voce collettiva a gruppi di persone che vivono una forte relazione tra il presente e il passato coloniale, tra la terra natia e l’altra in cui sono costrette a vivere e nello stesso tempo a trattare con questo sentimento di paradosso. Le memorie danno l’idea che il passato sia sempre presente, che non abbandoni mai la mente del migrante; l’atto di trasferimento in un paese straniero non indica necessariamente un adattamento incondizionato.

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